“Mondo buggiardo” – Laude, sonate, canzoni e arie dell’Oratorio romano

28.luglio

Virgilio Mazzocchi (1597 – 1646)
Deh, ritorna al tuo Signore
Aria morale a 5 voci e b. c. (Ms. Roma, prima metà XVII sec.)

Anonimo
Cor mio dolente e tristo
Lauda a 3 voci (Il Secondo libro delle Laudi spirituali […] Roma, 1583)

Francisco Soto de Langa (1534 – 1619)
Nell’apparir del Sempiterno sole
Lauda a 3 voci (Tempio armonico […] Roma, 1599)

Anonimo
Sinfonia
(Ms. Roma, ca. 1610)

Giovanni Francesco Anerio (1567 – 1630)
Dio ti salvi, Maria
A 4 voci e b. c. (Selva armonica […] Roma, 1617)

Giovanni Girolamo Kapsberger (1580 – 1651)
Canario
(Libro Quarto d’intavolatura di Chitarrone […] Roma, 1640)

Anonimo
Perché m’inviti pur
Lauda a 3 voci (Il Primo libro delle Laudi spirituali […] Roma, 1577)

Anonimo
Alla Madonna del Rifugio
Lauda a 3 voci (Tempio armonico […] Roma, 1599)

Andrea Falconieri (1585 – 1656)
Ciaccona
(Primo libro di Canzone […] Napoli, 1650)

Bonifacio Graziani (1605 – 1664)
Amici Pastori
Cantata a 2 voci e b. c. (Edizione postuma: Musiche sagre e morali […] Roma, 1678)

Bonifacio Graziani
Siamo qui suore fatali
Cantata a 3 voci e b. c. (Musiche sagre e morali)

Francesco Foggia (1604 – 1688)
Salve Regina
A 5 voci e b. c. (Psalmodia Vespertina […] Roma, 1667)

Carlotta Colombo, Maria Dalia Albertini soprani
Andrés Montilla Acurero alto
Luca Cervoni tenore
Giacomo Nanni basso
Gabriele Pro, Matilde Tosetti violini
Dario Landi, Paola Ventrella tiorba e chitarra
Hannah Lane arpa
André Lislevand viola da gamba
Michele Li Puma contrabbasso
Alessandro Quarta concertazione, direzione e canto

Mondo buggiardo! – sì, proprio con due “g”, è il refrain di uno dei brani in programma quest’oggi; Il tema del disprezzo delle vanità mondane e l’abbandono delle tentazioni è uno dei temi portanti di queste musiche spirituali e morali. Ma, se è vero che “chi disprezza, compra”, non sarà difficile scorgere negli atteggiamenti di questi compositori, al di là del significato del testo, un amore sviscerato per la vita, per i nostri difetti, per la nostra carnalità, esattamente come appare nelle pitture e nelle sculture di quel tempo.
La Roma post-tridentina vive la stagione febbrile delle sue Arti ed accanto alle sconcertanti “verità” (magicamente filtrate) del Caravaggio esiste tutta una letteratura musicale che, mediante gli stessi mezzi, si protende parimenti verso l’aristocratico ed il povero. Nell’immagine sacra della Controriforma ci specchiamo tutti e se, come nelle pitture di Michelangelo Merisi, i soggetti sono ritratti nella cruda quotidianità dei loro lineamenti, le canzoni, le laude, le cantate del primo Seicento romano vivono la stessa potente trasversalità, in continuo equilibrio fra colto e popolare, intellettuale e viscerale.
La spinta decisiva allo sviluppo di questa letteratura fu l’attività di S. Filippo Neri e dei suoi Padri oratoriani, che, nell’intento di evangelizzare le fasce più povere residenti nell’ansa del Tevere, diedero vita ad una grande tradizione di musica sacra in volgare che culminerà nel genere musicale detto, appunto Oratorio.
Rilassatevi, e fatevi condurre a spasso in questa passeggiata sonora; la prossima volta che vi troverete davanti ad un quadro di Caravaggio, chissà che non vi venga in mente Anerio o Graziani.

 

I Protagonisti:
Ensemble Madrigalistico FIMA, Orchestra Barocca dei Conservatori Italiani
Dove:
Urbino - Salone Raffaello
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